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Il fatto: (KG) Gli effetti della crisi internazionale si stanno ripercuotendo in Alto Adige. Considerato il ricorso alle liste di mobilità in alcune aziende (ad es. Röchling Automotive, GKN Driveline), diventa rilevante porsi la domanda di come i lavoratori e le lavoratrici altoatesini/e valutano la loro capacità di ricollocarsi. Già alcuni mesi fa, in giugno/luglio, in tempi in cui le attuali turbolenze economiche non avevano ancora prodotto gli effetti devastanti che adesso dobbiamo constatare, i lavoratori e le lavoratrici della nostra provincia diedero valutazioni contrastanti sulla loro capacità di ricollocarsi in caso di perdita del lavoro attuale.
In occasione di un’indagine rappresentativa condotta dall’IPL-AFI, infatti, all’inizio dell’estate circa la metà dei lavoratori dipendenti si dimostrò convinta di poter trovare un’occupazione alternativa equivalente in caso di perdita del posto di lavoro: il 16% lo riteneva “molto facile” e il 35% “abbastanza facile”. Per il 46%, invece, si sarebbe trattato di una sfida “abbastanza difficile” (27%) o “molto difficile” (19%). Tra i singoli gruppi di lavoratori le percezioni diffuse erano abbastanza divergenti.
In occasione di un’indagine rappresentativa condotta dall’IPL-AFI, infatti, all’inizio dell’estate circa la metà dei lavoratori dipendenti si dimostrò convinta di poter trovare un’occupazione alternativa equivalente in caso di perdita del posto di lavoro: il 16% lo riteneva “molto facile” e il 35% “abbastanza facile”. Per il 46%, invece, si sarebbe trattato di una sfida “abbastanza difficile” (27%) o “molto difficile” (19%). Tra i singoli gruppi di lavoratori le percezioni diffuse erano abbastanza divergenti.
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Rispetto agli uomini, le donne ritennero più difficile ricollocarsi. La differenza emerge con chiarezza in relazione alle valutazioni “molto facile” (donne 11%, uomini 20%) e “molto difficile” (donne 23%, uomini 15%). Ad eccezione della fascia d’età compresa tra 45 e 49 anni, è possibile affermare che all’aumentare dell’età aumentano anche le difficoltà di trovare un posto di lavoro equivalente. Per quanto riguarda la posizione professionale ricoperta, sono operai ed operaie semplici a denunciare le maggiori difficoltà. Il tipo di contratto di lavoro incide sul tipo di risposte fornite, così come gli impegni familiari. Questo dipende principalmente dal fatto che soprattutto gli occupati a tempo parziale e gli intervistati con figli valutano peggiori le loro possibilità di ricollocazione. Evidentemente questi lavoratori e queste lavoratrici tendono maggiormente alla conservazione del loro attuale posto di lavoro.
Il ridotto numero di risposte “molto facile” da parte dei possessori di laurea specialistica è sintomo del crescente “prosciugamento” del mercato del lavoro altoatesino per questa categoria di persone. La posizione nettamente migliore di coloro che sono in possesso di una laurea triennale sembra invece indicare che le aziende privilegino questa categoria nelle assunzioni di personale.
Le valutazioni si differenziarono molto in funzione delle dimensioni delle aziende di appartenenza con quelli occupati in aziende con 4-5 dipendenti più ottimisti (71% “molto facile” e “abbastanza facile”); ben messe anche le aziende con un numero di dipendenti non superiore a tre e quelle con 6-10 e 50-100 dipendenti, dove la media di risposte di questo tipo è pari al 60% circa. Invece, i lavoratori di aziende con più di 250 dipendenti si dimostratrono molto più pessimisti, con una media del 30% di risposte “molto facile” e “abbastanza facile”. In riferimento ai comprensori nei quali i lavoratori sono occupati, salta all’occhio l’elevata percentuale di risposte “molto difficile” di Silandro e Egna, a dimostrazione della difficile situazione di quei mercati del lavoro.
E’ rilevante la differente valutazione in base al settore: i lavoratori/lavoratrici del settore privato ritennero la loro occupabilità migliore rispetto a quelli del settore pubblico. Anche all’interno dei singoli settori ci sono significative differenze: una buona occupabilità emerse nei settori dell’artigianato, del turismo e dai lavoratori agricoli, più pessimisti invece i lavoratori/lavoratrici del settore bancario e assicurativo, del commercio e dell’industria. Nel settore pubblico risultarono essere maggiormente scettici i dipendenti statali e quelli del settore scolastico.
Il ridotto numero di risposte “molto facile” da parte dei possessori di laurea specialistica è sintomo del crescente “prosciugamento” del mercato del lavoro altoatesino per questa categoria di persone. La posizione nettamente migliore di coloro che sono in possesso di una laurea triennale sembra invece indicare che le aziende privilegino questa categoria nelle assunzioni di personale.
Le valutazioni si differenziarono molto in funzione delle dimensioni delle aziende di appartenenza con quelli occupati in aziende con 4-5 dipendenti più ottimisti (71% “molto facile” e “abbastanza facile”); ben messe anche le aziende con un numero di dipendenti non superiore a tre e quelle con 6-10 e 50-100 dipendenti, dove la media di risposte di questo tipo è pari al 60% circa. Invece, i lavoratori di aziende con più di 250 dipendenti si dimostratrono molto più pessimisti, con una media del 30% di risposte “molto facile” e “abbastanza facile”. In riferimento ai comprensori nei quali i lavoratori sono occupati, salta all’occhio l’elevata percentuale di risposte “molto difficile” di Silandro e Egna, a dimostrazione della difficile situazione di quei mercati del lavoro.
E’ rilevante la differente valutazione in base al settore: i lavoratori/lavoratrici del settore privato ritennero la loro occupabilità migliore rispetto a quelli del settore pubblico. Anche all’interno dei singoli settori ci sono significative differenze: una buona occupabilità emerse nei settori dell’artigianato, del turismo e dai lavoratori agricoli, più pessimisti invece i lavoratori/lavoratrici del settore bancario e assicurativo, del commercio e dell’industria. Nel settore pubblico risultarono essere maggiormente scettici i dipendenti statali e quelli del settore scolastico.
Per approfondimenti:
Rapporto 4/2008: Formazione continua ed occupabilità dal punto di vista di lavoratori e lavoratrici dipendenti
Autore: Karl Gudauner
Data: 23.10.2008
Autore: Karl Gudauner
Data: 23.10.2008
344.85 Kb
Crisi occupazionali in Alto Adige 2000–2006. Dati statistici e uno studio qualitativo
Documentazione n. 35 Anno 13 Settembre 2008
Autori: Thomas Benedikter, Davide Magnani, Konrad Walter
Documentazione n. 35 Anno 13 Settembre 2008
Autori: Thomas Benedikter, Davide Magnani, Konrad Walter
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