Equità distributiva

Il rapporto regionale della Banca d’Italia sembra far felici gli abitanti della provincia di Bolzano: con un dato di 353.000 €, a livello nazionale l’Alto Adige è infatti al primo posto per patrimonio netto medio pro capite. “Questo però non è sempre sinonimo di ricchezza: il valore di un’abitazione, in Alto Adige ben oltre la media nazionale, costituisce infatti ‘patrimonio’, ma non può essere ‘speso’ nella vita di tutti i giorni” commenta il Presidente IPL Stefano Mellarini, il quale continua: “Non dobbiamo inoltre ignorare che questi studi non possono rappresentare appieno tutte le sfaccettature di una società in cui convivono persone molto ricche e altre che invece non hanno nulla”.

Paragonato alla provincia di Trento e alle altre regioni italiane, Bolzano è il territorio più ricco a livello nazionale: questo quanto emerge dall’ultimo rapporto territoriale della Banca d’Italia. Con 353.000 € di media pro capite, il patrimonio netto degli altoatesini spicca infatti su tutti gli altri.

Ciò non significa tuttavia che nella provincia di Bolzano tutti navighino nell’oro. Lo studio dà infatti un quadro generale, ma non permette di rilevare le differenze interne al territorio, differenze che invece appaiono piuttosto evidenti ai lavoratori altoatesini. “Le medie – spiega il Direttore IPL Stefan Perini – possono essere fuorvianti, in quanto le differenze tra chi ha poco e chi ha molto sono spesso significative. È il paradosso del ‘Pollo di Trilussa’: se una persona mangia due polli e un’altra non mangia nulla, secondo la media avranno entrambi mangiato un pollo ciascuno”.

Nel blocco tematico di questa edizione del Barometro IPL, l’Istituto quindi ha analizzato quale sia il sentiment dei lavoratori dipendenti dell’Alto Adige rispetto alle differenze tra chi ha poco e chi ha molto. Va perciò sottolineato come i seguenti dati si riferiscano alla disuguaglianza percepita, e non a quella effettivamente ricavata da fonti amministrative o rilevata da studi scientifici.

Il 78% vede grandi differenze tra chi ha molto e chi ha poco

Quasi 4 lavoratori dipendenti altoatesini su 5 giudicano il divario tra “ricchi” e “poveri” come “grande” (58%) o “molto grande” (20%); a ritenere questo gap “piccolo” o “molto piccolo” sono invece rispettivamente il 19% e il 3%, per un totale del 22%. Il dato resta dunque in linea con l’anno scorso, quando si registrava un 80% per chi percepiva una grande differenza e un 20% per chi la vedeva invece come ridotta.

Le politiche salariali e quelle economiche restano le cause principali

Rispetto alla precedente edizione, vengono confermate anche le cause della disuguaglianza, con le politiche salariali (25%) al comando e le politiche economiche locali e nazionali (24%) in seconda posizione. Completare il podio, come nel 2024, la prestazione lavorativa: il fatto che “alcuni lavorino più duramente di altri” si trova infatti al terzo posto con il 18%. Seguono poi nell’ordine il sistema fiscale (13%), l’internalizzazione e la globalizzazione (11%) e il sistema di istruzione (9%).

Lavoro duro e buona istruzione contano, ma viene percepita anche una certa discriminazione di genere

Cosa serve dunque a chi ha poco per emergere e cercare di colmare il divario con chi ha molto? “Lavorare duramente” (7,9 di punteggio medio su una scala da 0 a 10) appare la via più efficace per scalare la piramide sociale ma, a detta degli intervistati, non è l’unico. Un altro fattore determinante sembra infatti essere l’istruzione (7,5), ma anche “conoscere le persone giuste” (quindi avere una rete di buone conoscenze) aiuta. Seguono “essere di sesso maschile”, “essere fortunati” e “venire da una famiglia benestante” (tutti a quota 6,4). “L’impegno del singolo nel lavoro e nello studio – afferma il Presidente IPL Mellarini – sembra ancora essere l’aspetto trainante per emergere in Alto Adige. La meritocrazia è quindi ancora percepita come più importante rispetto, per esempio, alle ‘giuste conoscenze’. Preoccupa un po’ invece il fatto che l’essere donne sia visto come uno svantaggio, sintomo di una quantomeno percepita discriminazione di genere che deve ancora essere superata”.

Infobox

La ricchezza delle famiglie altoatesine secondo Bankitalia

A fine 2023 (ultimo dato disponibile) la ricchezza netta delle famiglie altoatesine ammontava a 189 miliardi di euro, dato ricavato sottraendo ai 204 miliardi di euro di beni immobiliari e finanziari posseduti i 15 miliardi di debiti attualmente contratti.

Parametrando queste cifre alla popolazione si ricavano quindi i già citati 353.000 € pro capite, dato che ammonta a poco meno del doppio rispetto alla media nazionale (191.000 €). Notevole anche la dinamica della ricchezza totale: negli ultimi 10 anni in provincia di Bolzano è cresciuta del 33%, a fronte di un’inflazione del 27%.

Un paio di aspetti vanno tuttavia presi in considerazione, in primis il fatto che l’alto costo delle abitazioni gioca un ruolo molto importante nel conteggio totale relativo alla provincia di Bolzano: con un valore stimato di 90 miliardi di euro, il patrimonio immobiliare rappresenta infatti circa il 50% di quello netto. A incidere su questo dato è anche l’elevata quota di case di proprietà, in Alto Adige vicina al 70%. Da non sottovalutare poi il fatto che, in media, il costo della vita in Alto Adige è più elevato che nel resto della penisola, aspetto che “mitiga” un po’ la maggiore disponibilità economica e riavvicina il potere d’acquisto altoatesino a quello italiano.

Fonte: Banca d’Italia, Economie regionali, L’economia delle province autonome di Trento e di Bolzano, giugno 2025

Comunicato stampa

Grafico 1

Grafico 2

Grafico 3

I risultati del Barometro IPL sono pubblicati sul sito https://www.afi-ipl.org/category/barometro/.

Il Barometro IPL è un’indagine tesa a rilevare il clima di fiducia dei lavoratori dipendenti altoatesini e condotta quattro volte all’anno (primavera, estate, autunno e inverno). Il sondaggio telefonico interessa 500 lavoratrici e lavoratori altoatesini ed è rappresentativo per l’Alto Adige. Per la presente indagine le interviste sono state condotte tra il 1° e il 20 giugno 2025.

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al Direttore IPL Stefan Perini (T. 0471 41 88 30, C. 349 833 4065, ).

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