Mercato del lavoro – Il 2025 in retrospettiva
Dal punto di vista dell’occupazione dipendente, il 2025 si chiude con quattro nuovi record. Questi riguardano in particolare il numero assoluto di occupati (235.074), la percentuale di lavoratori a tempo parziale (29,0%), la percentuale di occupati stranieri (17,2%) e l’incidenza degli over 50 (34,7%). Il Direttore IPL Stefan Perini frena il possibile entusiasmo: “I record quantitativi non dicono nulla sulla qualità: questa deriva infatti da una retribuzione equa e da una elevata soddisfazione sul lavoro. E qui i nostri dati forniscono un quadro più preoccupante: un terzo dei lavoratori, per esempio, ha difficoltà ad arrivare a fine mese, mentre la metà delle famiglie dichiara di non poter risparmiare denaro nei prossimi 12 mesi”. 12 considerazioni sulla situazione dei lavoratori in Alto Adige nel 2025.
#1: Nuovo record nel numero di lavoratori dipendenti
235.074. Questo è il numero medio di lavoratori dipendenti che nel 2025 hanno lavorato per l’economia altoatesina. L’occupazione in Alto Adige ha così superato la soglia delle 235.000 persone, con un aumento dell’1,9% (ovvero 4.359 persone) rispetto al 2024. L’occupazione è aumentata in tutti i settori economici (in particolare nel settore alberghiero e della ristorazione con un +4,3%), eccezion fatta per le attività manifatturiere che hanno invece registrato un calo di circa mezzo punto percentuale a causa della difficile situazione degli ordinativi nel comparto automotive.
#2: I contratti a tempo indeterminato crescono più di quelli a tempo determinato
I contratti a tempo indeterminato sono molto richiesti. Nel 2025 se ne contano 3.274 in più rispetto al 2024 (+2,0% rispetto all’anno precedente), mentre i contratti a tempo determinato sono 1.085 in più (+1,7%). In media annuale, il mercato del lavoro altoatesino conta 64.133 lavoratori a tempo determinato, pari al 27,3% dell’occupazione dipendente (la percentuale nel periodo post-pandemia rimane pressoché invariata). Per via della stagionalità, la percentuale di questo tipo di contratto oscilla nel corso dell’anno, raggiungendo il picco massimo a settembre (31,7%) e il minimo a novembre (22,9%).
#3: La quota femminile ristagna, con un leggero calo nel lungo periodo
Rispetto al 2024, nel 2025 ci sono state esattamente 1.540 donne in più sul mercato del lavoro (+1,4%), mentre per gli uomini il dato è stato di +2.819 (+2,3%). Se si considera il periodo di 10 anni, tuttavia, la forbice tra i sessi torna ad allargarsi: dal 51,8% di uomini e 48,2% di donne nel 2015 si passa al 52,3% di uomini e 47,7% di donne nel 2025. Tendenza curiosa se si considera che si continua a richiamare l’attenzione sul grande potenziale occupazionale femminile ancora inutilizzato.
#4: Il part-time rimane di tendenza
I contratti a tempo parziale continuano a essere molto richiesti. Nel 2025 si è registrato un aumento di 1.600 unità, pari al +2,4% rispetto all’anno precedente. I contratti a tempo pieno sono invece cresciuti di 2.810 unità (+1,7%). Nel lungo periodo, il peso del part-time sull’occupazione totale è in continuo aumento e nel 2025 ha raggiunto il valore record del 29,0%.
#5: La manodopera proveniente dall’estero diventa sempre più importante
Il mercato del lavoro altoatesino dipende sempre più dalla manodopera estera. Nel 2025, in media 40.468 lavoratori di nazionalità straniera hanno lavorato per l’economia altoatesina, pari al 17,2% dell’occupazione totale. In altre parole: più di una persona su sei impiegata in Alto Adige ha attualmente la cittadinanza straniera. Anche in questo caso, si tratta di un nuovo record.
#6: Percentuale più alta di contratti a tempo indeterminato nell’industria
Nell’industria 9 contratti di lavoro su 10 sono a tempo indeterminato: questo settore raggiunge quindi il massimo valore in termini di “stabilità contrattuale”. Tutti gli altri settori economici si caratterizzano per quote di assunzioni a tempo indeterminato superiori all’80%, con solo due eccezioni: il settore alberghiero con il 36,1% e l’agricoltura con il 27,5%. Va tuttavia ricordato che nel 2018 la percentuale di contratti a tempo indeterminato nel settore alberghiero e della ristorazione aveva raggiunto il minimo storico del 30,3%, per poi (dopo la pandemia di coronavirus) aumentare in modo lieve ma costante fino ad arrivare al dato attuale.
#7: Aumenta il peso della forza lavoro “anziana”
La generazione degli over 50 sta diventando sempre più importante per il mercato del lavoro altoatesino. Nel 2025 81.554 over 50 hanno lavorato nell’economia altoatesina, rappresentando il 34,7% della forza lavoro, una percentuale mai raggiunta prima. In termini assoluti, gli over 50 sono aumentati di 2.773 unità, con un incremento del 3,5%. A titolo di confronto, nelle fasce d’età “under 30” e “30-49 anni” gli incrementi sono inferiori al 2%.
#8: Dimissioni volontarie: prosegue il processo di normalizzazione
Subito dopo la pandemia di coronavirus si è osservato un aumento delle dimissioni volontarie. Le motivazioni alla base di questo fenomeno sono state diverse: oppositori dei vaccini, anni sabbatici, interruzioni di carriera, rischio burnout, bisogno di conciliare lavoro e l’assistenza familiare e così via. Nel 2025 14.978 persone hanno lasciato volontariamente il proprio lavoro: dopo i bruschi aumenti registrati nel 2022 (15.765) e nel 2023 (15.478), il numero si è quindi riassestato.
#9: Posto di lavoro sicuro, cambio di lavoro (ancora) relativamente semplice
I lavoratori dell’Alto Adige considerano il proprio posto di lavoro abbastanza sicuro: lo dimostra il Barometro IPL nelle proprie edizioni trimestrali. Nella primavera del 2025 il 92% dei lavoratori intervistati riteneva che il proprio posto di lavoro relativamente sicuro, mentre in estate era dell’86% e in autunno del 91%. Anche le prospettive di un eventuale cambio di lavoro sono valutate in modo prevalentemente positivo: la maggioranza dei lavoratori ritiene che sia “facile” o “molto facile” trovare un lavoro equivalente (marzo: 51%; giugno: 49%, settembre: 51%).
#10: Nessun lavoro sottopagato in Alto Adige? Ma figurati!
Nel settore privato dell’Alto Adige, il numero di lavoratori dipendenti con una retribuzione oraria inferiore a 9 € lordi (la soglia che nella seconda metà del 2023 è stata oggetto di discussione per l’introduzione di un salario minimo orario legale a livello italiano) è pari a 23.713, corrispondente all’11,9% di tutti i lavoratori del settore privato. Ciò è confermato da un breve studio dell’Istituto provinciale di statistica ASTAT pubblicato nel dicembre 2023. Purtroppo, non sono disponibili dati più recenti.
#11: Ancora presenti le difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio
Come emerge dall’ultima edizione autunnale del Barometro IPL, 3 lavoratori su 10 intervistati riescono a sbarcare il lunario con il proprio stipendio solo con “qualche” o con “grandi” difficoltà. Questa situazione si è più o meno ripetuta in tutti i sondaggi del 2025 (marzo: 25%; giugno: 36%, settembre: 29%).
#12: Più della metà delle famiglie dei lavoratori non riesce a risparmiare
L’autovalutazione delle possibilità di risparmiare denaro nei prossimi 12 mesi divide gli intervistati del Barometro IPL quasi esattamente a metà: mentre una parte è fiduciosa di poter mettere da parte dei soldi, l’altra ritiene di non essere in grado di farlo. Nella seconda metà del 2025, in particolare, la maggioranza dei lavoratori dipendenti riteneva di non poter mettere da parte denaro (marzo: 45%, giugno: 58%, settembre: 56%).
Commento del Presidente IPL Stefano Mellarini
“I dati relativi al 2025 mostrano un mercato del lavoro quantitativamente forte, ma ne evidenziano anche chiaramente i limiti. Un alto tasso di occupazione non è di per sé un successo sufficiente se una parte significativa dei lavoratori continua ad avere contratti precari, se le donne beneficiano solo in misura limitata della crescita dell’occupazione e se sempre più persone hanno difficoltà finanziarie nonostante abbiano un lavoro.
Particolarmente critica è la crescente dipendenza dalla manodopera straniera e dai lavoratori ‘anziani’, una conseguenza dell’elevata ‘fuga di cervelli’ tra i giovani altoatesini.
Senza misure politiche mirate per migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia, stabilizzare i rapporti di lavoro e migliorare sensibilmente l’andamento salariale, il mercato del lavoro rischia di raggiungere i propri limiti strutturali.
Un mercato del lavoro sostenibile non ha bisogno solo di molti posti di lavoro, ma anche che questi siano di qualità, con contratti stabili, salari dignitosi e prospettive concrete per tutte le generazioni”.
I risultati del sondaggio sull’attuale clima di fiducia (inverno 25/26) saranno presentati giovedì 22 febbraio alle ore 10:00 presso la sala stampa di Palazzo Widmann, alla presenza dell’Assessora provinciale al Lavoro Magdalena Amhof.
Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al Direttore IPL Stefan Perini (T. 0471 41 88 30, C. 349 833 40 65, ).