Barometro IPL
Nonostante le crescenti tensioni geopolitiche, l’economia mondiale continua a crescere. Per l’Eurozona, l’OCSE riporta una crescita economica dell’1,3% nel 2025 e prevede un +1,2% per il 2026. Il 2025 è stato ancora una volta un anno positivo per l’economia dell’Alto Adige. All’inizio dell’anno nuovo, il clima di fiducia dei lavoratori altoatesini è moderatamente positivo per quanto riguarda l’andamento previsto dell’economia nel suo complesso. Per quanto riguarda la propria situazione finanziaria, invece, la situazione rimane tesa. Il Direttore IPL Stefan Perini suggerisce di concentrarsi sulle sfide a medio termine: “Se la struttura economica dell’Alto Adige è stata un modello di successo negli ultimi 50 anni, ciò non significa automaticamente che lo sarà anche nei prossimi 20”.
Chi pensava che il 2026 sarebbe stato un anno più tranquillo del 2025 sul piano geopolitico, è stato smentito già nei primi giorni: hanno fatto notizia la cattura del presidente venezuelano Maduro, i tentativi di annessione della Groenlandia da parte degli Stati uniti, la rivolta popolare contro il regime in Iran, ma anche le proteste di massa negli USA contro Trump e le azioni dell’ICE. Gli effetti dei cambiamenti nel nuovo ordine politico mondiale sono ancora limitati per quanto riguarda l’economia globale. Nel 2025 quest’ultima ha subito un rallentamento, ma ha dimostrato in generale un elevato grado di resilienza e gli effetti della politica tariffaria degli Stati Uniti non hanno finora avuto l’impatto previsto. Trainati dai titoli tecnologici, i mercati azionari hanno registrato un boom. I tassi di interesse di riferimento della BCE sono al 2,15% dal mese di giugno 2025 e non sono previste correzioni a breve termine. I prezzi del petrolio e del gas naturale sono in calo, uno scenario che dovrebbe protrarsi per tutto il 2026.
Anche per il 2026 è prevista una crescita moderata dell’economia mondiale. Per l’Eurozona è prevista una crescita economica dell’1,2%. Attualmente l’Italia (previsione 2026: +0,6%) beneficia notevolmente della stabilità politica, una circostanza che si riflette nel rating del Paese e nel deficit di bilancio. Secondo la Banca d’Italia, negli ultimi 10 anni la posizione competitiva dell’Italia rispetto ai principali paesi di riferimento in Europa è migliorata. Dopo 6 anni di recessione, la Germania sta uscendo dalla crisi (+1,0% nel 2026 a causa dell’“effetto patrimonio straordinario”). L’inflazione nel 2026 dovrebbe rimanere modesta. Segnali in questa direzione arrivano dall’indice dei prezzi alla produzione, dall’euro forte e dalla maggiore presenza di merci cinesi sui mercati europei.
I rischi per il 2026 sono legati all’imprevedibile politica commerciale degli Stati Uniti, alle crescenti tensioni geopolitiche, alla riorganizzazione delle relazioni commerciali, al deterioramento delle finanze pubbliche in molte delle economie avanzate e al possibile scoppio della bolla tecnologica.
L’ECONOMIA DELL’ALTO ADIGE: nel 2025 quasi tutti gli indicatori positivi
Poiché la maggior parte dei dati copre già l’intero 2025, è possibile tracciare un bilancio quasi definitivo dell’economia altoatesina per l’anno appena trascorso. La crescita quantitativa del mercato del lavoro è proseguita anche nel 2025 e nuovi record sono stati registrati per quanto riguarda il numero di lavoratori dipendenti (235.074 persone in media annuale, +1,9% rispetto al 2024), la percentuale di occupati a tempo parziale sul totale (ora al 29,0%), l’occupazione straniera (ora al 17,2%) e la percentuale di over 50 (ora al 34,7%). Nel terzo trimestre del 2025 il tasso di occupazione ha raggiunto il 74,7%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso all’1,8%. Il settore turistico nel corso dell’anno ha invece superato la soglia dei 38 milioni di pernottamenti (+2,9%). L’inflazione a Bolzano è rimasta nella norma nell’ultimo anno (2,2%, ovvero 0,7 punti percentuali in più rispetto all’Italia), mentre la dinamica del credito ha registrato un andamento positivo (+0,5% nella media annuale rispetto all’anno precedente).
Unico ma significativo neo è il commercio estero: le esportazioni sono infatti diminuite dello 0,3%, mentre le importazioni sono aumentate del 10,3%.
IL CLIMA DI FIDUCIA DEI LAVORATORI: aspettative positive per l’economia altoatesina, preoccupazione per il proprio portafoglio
I lavoratori altoatesini iniziano il 2026 con cauto ottimismo. Il 31% prevede un miglioramento della situazione per l’economia dell’Alto Adige, mentre il 54% la ritiene stabile e il 15% prevede un peggioramento. L’indice di fiducia è positivo, con un valore di +9. Inoltre, a breve termine si prevede addirittura una leggera riduzione del tasso di disoccupazione. Anche nel sondaggio invernale il rischio di perdere il proprio posto di lavoro rimane quasi inesistente, mentre le prospettive di trovare un lavoro equivalente sono valutate in modo più positivo rispetto alle precedenti ondate di sondaggi.
La situazione finanziaria delle famiglie dei lavoratori rimane tesa: il 33% dichiara infatti di avere difficoltà a sbarcare il lunario con il proprio stipendio (indice: -6). Per quanto riguarda le possibilità di risparmio nei prossimi 12 mesi, il 41% degli intervistati ritiene di non essere in grado di mettere da parte qualcosa (indice: +11). Quest’ultima percentuale risulta tuttavia inferiore rispetto agli altri sondaggi, in occasione dei quali aveva talvolta anche superato il 50%.
Previsioni sul PIL: con un +0,9%, anche nel 2026 crescita modesta per l’economia dell’Alto Adige
Nel 2026, molte condizioni quadro rimangono favorevoli per l’economia altoatesina. Tra queste vi è per esempio il solido mercato del lavoro, dove persiste una situazione di piena occupazione, nonché un tasso di inflazione che si mantiene a un livello “non preoccupante”. La dinamica del credito ha ripreso slancio nel 2025 e questa tendenza dovrebbe continuare anche nel 2026. Le Olimpiadi dovrebbero inoltre verosimilmente generare ulteriori impulsi di crescita per l’economia altoatesina, mentre un bilancio provinciale ben dotato (8,8 miliardi di euro) garantisce un welfare più che accettabile. Tra i lavoratori altoatesini si nota un ottimismo di fondo per quanto riguarda l’andamento economico complessivo nel 2026.
I rischi derivano da un indebolimento delle esportazioni, associato a crescenti difficoltà di vendita nell’area del dollaro. Gli indicatori anticipatori segnalano inoltre un calo degli ordinativi nel settore edile. L’Europa si trova in una posizione competitiva difficile, per esempio rispetto alla concorrenza cinese, e ciò rischia di provocare una progressiva deindustrializzazione dell’Alto Adige. A ciò si aggiunge la debole posizione competitiva del territorio nella concorrenza europea per il personale qualificato.
Per il 2026 l’IPL prevede una crescita economica dello 0,9% per l’Alto Adige, una stima che corrisponde esattamente a quella dell’IRE ed è leggermente inferiore a quella dell’ASTAT (+1,1%).
Commento dell’Assessora al Lavoro Magdalena Amhof
“A fine 2025, i lavoratori dell’Alto Adige guardano al futuro con un solido ottimismo di fondo. Il mercato del lavoro costantemente positivo, la bassa inflazione e una dinamica creditizia in ripresa danno sicurezza. Per rafforzare questo ottimismo in modo sostenibile, come Provincia puntiamo sempre più su un lavoro di qualità, un’elevata occupabilità e la sicurezza sociale”.
Tutti i risultati del Barometro IPL sono pubblicati sul sito: www.afi-ipl.org/category/barometro/. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Direttore IPL Stefan Perini (T. 0471 41 88 30, Cell. 349 833 40 65, ).
Il Barometro IPL è un’indagine condotta quattro volte all’anno (primavera, estate, autunno e inverno) che mostra una panoramica del clima di fiducia dei lavoratori dipendenti altoatesini. Il sondaggio telefonico interessa 500 lavoratrici e lavoratori altoatesini ed è rappresentativo per l’Alto Adige. I risultati della prossima indagine saranno presentati ad aprile 2026.