07.07.2026
Anticipazione Barometro IPL
Parallelamente all’ampliamento dell’offerta, aumenta leggermente anche la quota di persone che fanno acquisti la domenica. Tuttavia, 6 lavoratori su 10 in Alto Adige continuano a opporsi in linea di principio all’apertura dei negozi la domenica. Ancora più evidente: la disponibilità a lavorare di domenica è in calo. “Ancora più che dieci anni fa, i lavoratori dipendenti associano la domenica libera alla famiglia e alla qualità della vita”, afferma il Direttore IPL Stefan Perini.
Negozi aperti la domenica – sì o no? Questa domanda continua a dividere la società altoatesina. Le lavoratrici e i lavoratori si trovano in una duplice funzione: da un lato come consumatori, dall’altro come occupati. Il loro atteggiamento nei confronti dell’apertura domenicale è stato analizzato in un’indagine contenuta nella sezione speciale dell’attuale Barometro IPL. Già nell’estate 2014 e nell’estate 2016 – cioè 12 e 10 anni fa – l’IPL aveva posto le stesse domande, consentendo così confronti nel tempo significativi.
6 lavoratori su 10 contrari all’apertura domenicale
Il 61% dei lavoratori in Alto Adige si dichiara contrario in linea di principio all’apertura dei negozi la domenica. Il 19% si dice indifferente, il 20% favorevole. Dieci anni fa la distribuzione era molto simile (66% / 18% / 16%).
Chi è contrario all’apertura domenicale non fa acquisti
Alla domanda se, come consumatori, facciano acquisti la domenica, il 47% dei lavoratori risponde che non lo farebbe. Il 26% fa acquisti raramente, il 17% talvolta e il 10% spesso la domenica. Nel comportamento d’acquisto si osserva tuttavia negli ultimi dieci anni un evidente spostamento verso lo shopping domenicale (2016: 48% / 30% / 17% / 6%).
Colpisce in particolare l’elevata coerenza nel comportamento dei lavoratori altoatesini. «Chi è contrario all’apertura domenicale non fa acquisti in quel giorno. Questo valeva già dieci e dodici anni fa e continua a valere oggi», sottolinea il Direttore IPL Stefan Perini.
La domenica libera è qualità della vita
Rimane fortemente diffusa la consapevolezza che il lavoro domenicale regolare incida negativamente sulla vita familiare e privata e quindi sulla qualità della vita. Il 41% percepisce il lavoro domenicale come un “forte” onere, il 20% come “piuttosto forte”. Solo il 20% lo considera un onere “basso”, mentre il 13% lo ritiene “irrilevante”.
Inoltre: chi già oggi lavora regolarmente la domenica si è in qualche modo abituato a questa situazione e la percepisce quindi come meno gravosa. I lavoratori che invece non lavorano ancora la domenica vedono in un’eventuale estensione del lavoro domenicale una potenziale e significativa limitazione della qualità della vita. “Questa diversa percezione è una delle evidenze più interessanti della nostra indagine”, afferma il Direttore IPL Stefan Perini.
Il contesto normativo
Nel dicembre 2011 il governo Monti ha approvato, con il decreto “Salva Italia”, la completa liberalizzazione degli orari di apertura nel commercio al dettaglio. Successivamente, la Provincia di Bolzano ha cercato, nell’ambito delle proprie competenze, di limitare gli orari domenicali e festivi attraverso una norma di attuazione dello Statuto di autonomia. La relativa legge provinciale è stata tuttavia impugnata davanti alla Corte costituzionale e dichiarata incostituzionale. La riforma dello Statuto di autonomia approvata in queste settimane riapre ora alcuni margini di intervento che potrebbero essere esplorati.
Commento del President IPL Stefano Mellarini
“L’apertura domenicale ha senso per i servizi essenziali, nei comuni turistici o limitatamente ad alcuni periodi dell’anno. Il lavoro domenicale nel commercio dovrebbe però rimanere l’eccezione e non diventare la regola. La qualità della vita e le relazioni interpersonali sono un bene prezioso. È nostro compito prendere sul serio le esigenze dei lavoratori e tutelarle sia attraverso la legislazione provinciale sia a livello di contrattazione collettiva.“