19.10.2026
IPL in dialogo…
Il quadro demografico e le trasformazioni del mercato del lavoro mettono sempre più a rischio l’adeguatezza delle pensioni per le generazioni future, soprattutto per chi ha carriere discontinue, part-time o un lavoro mal pagato. Per questo, accanto alla pensione pubblica, la previdenza integrativa e una maggiore consapevolezza dei lavoratori sul suo funzionamento diventano strumenti chiave per prevenire la povertà in età avanzata, mentre la Provincia continua ad affiancare i cittadini con misure di sostegno dedicate.
Di questi temi si è discusso il 16 ottobre 2026 nel corso del webinar “IPL in dialogo… Pensione 2050: basterà?”, undicesimo appuntamento della serie organizzata dall’IPL | Istituto Promozione Lavoratori, che ha coinvolto più di 60 partecipanti e ha visto confrontarsi diversi esperti del settore.
Crisi demografica e sistema contributivo
A seguito del fallimento di Lehman Brothers nel 2008 e della successiva crisi del debito sovrano, la riforma previdenziale del 2011 ha strettamente correlato l’importo della pensione agli equilibri demografici, rendendo il sistema contributivo particolarmente sensibile alle dinamiche della popolazione. Secondo le previsioni ASTAT, la questione demografica interessa l’Alto Adige, e più in generale l’Italia, in modo massiccio: tra il 2025 e il 2043 l’indice di dipendenza degli anziani (cioè il rapporto tra la popolazione 65+ e la popolazione attiva, rapportata a 100) salirà dal 33,8 del 2025 al 48,7 nel 2043, trascinando con sé un calo dei tassi di sostituzione netti. A pesare ulteriormente su tali importi, come mostra il simulatore pensionistico sviluppato dalla ricercatrice IPL Martina Cunial, bastano anche pochi anni di interruzione di carriera. Un quadro che, con ogni probabilità, andrà a gravare su una spesa pensionistica che in Italia è già tra le più alte nell’area OCSE (16,1% del PIL). Per arginare lo shock si deve intervenire soprattutto sul mercato del lavoro, puntando sul tasso di partecipazione al lavoro, sulla produttività, su un’immigrazione mirata e sul miglioramento delle condizioni di conciliazione lavoro-famiglia, per far ripartire la natalità.
Conoscere per evitare brutte sorprese
Carriere continuative e lavoro a tempo pieno portano a pensioni dignitose, chi invece ha avuto un percorso stagionale o part-time si ritroverà con importi decisamente più bassi. È quanto spiega Luisa Gnecchi, già assessora provinciale al lavoro e oggi componente del CdA nazionale INPS, illustrando come il calcolo dei contributi previdenziali si basi sull’intera carriera lavorativa. Una situazione che, secondo Gnecchi, non ammette soluzioni standard: “Ogni persona ha una situazione a sé stante”, afferma, aggiungendo che “serve una consulenza ad hoc per capire come funziona il sistema”. A pagarne maggiormente le conseguenze saranno ancora le donne, penalizzate su più fronti: carriere più brevi per i periodi dedicati alla cura di figli o familiari, part-time spesso involontario, professioni pagate peggio e una contribuzione figurativa che non sempre riesce a colmare il divario.
Costruire un secondo pilastro previdenziale
Affiancare alla pensione pubblica una previdenza integrativa a capitalizzazione è oggi una scelta fondamentale. Lo sottolinea Matteo Caracristi, Responsabile Area Welfare Management di Pensplan, ricordando che destinare il proprio TFR a un fondo pensione integrativo permette di beneficiare sia di vantaggi fiscali sia del contributo del datore di lavoro, costruendo così uno strumento efficace contro il rischio di povertà in età avanzata. Non basta però aderire: è essenziale che i lavoratori comprendano come funziona un fondo pensione e perché convenga aprirne uno. In caso contrario, avverte Caracristi, “trattandosi di un tema molto insidioso, molti finiscono per decidere di non decidere”. Per contrastare questa tendenza, Pensplan ha avviato nel 2023 corsi di educazione finanziaria nelle scuole, affiancati dai 152 Pensplan Infopoint attivi in tutta la regione.
Cosa fa la mano pubblica?
Come ha illustrato Eugenio Bizzotto, Direttore ASSE (Agenzia per lo sviluppo sociale ed economico), Stato, Regione e Provincia aiutano a coprire l’intero arco della vita previdenziale con un pacchetto di misure dedicate. Per favorire la continuità di periodi contributivi, la Regione ha istituito una copertura pensionistica dei periodi di cura di figli e familiari. Inoltre, per gli over 65 con un ISEE inferiore a 20.000 € annui ed un reddito pensionistico inferiore ai 1.000 € lordi mensili, la Provincia ha istituito un sussidio che integra la parte mancante. Un ventaglio di interventi che secondo Bizzotto è “pensato per garantire continuità alla posizione previdenziale e ridurre il rischio di lacune contributive senza escludere alcuna categoria di lavoratori”. Infine, proprio recentemente, per promuovere la previdenza complementare, lo Stato ha introdotto importanti incentivi per chi accende un fondo pensione per i neonati.
Diversi gli spunti interessanti emersi poi durante la discussione tra i partecipanti al webinar. In particolare, è stato ribadito come la pensione futura dipenda direttamente dalla carriera lavorativa, da cui l’esigenza di evitare il lavoro in nero e di contrastare con decisione l’evasione fiscale, così da aumentare la base contributiva regolarmente pagata e recuperare gettito, per non dover destinare risorse pubbliche per pensioni mancanti a chi ha lavorato irregolarmente.
La registrazione del webinar “Pensione 2050: basterà?” nonché tutte le presentazioni sono disponibili a questo link.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Direttore IPL Stefan Perini (T. 0471 41 88 30, Cell. 349 833 40 65, ) e alla ricercatrice IPL Martina Cunial (T. 0471 41 88 40, ).