28.08.2026
Patrimonio netto
Statisticamente parlando, l’altoatesino si riconferma decisamente più ricco dell’italiano medio, ma evidentemente ciò non basta per garantire a tutti i lavoratori benessere economico e capacità di risparmio. Infatti, nonostante un patrimonio miliardario e valori record, emergono indizi di forti disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza e un mercato immobiliare sempre più elitario.
La ricchezza netta degli altoatesini ammonta complessivamente a 212,8 miliardi di €: questo quanto emerge dai dati della Banca d’Italia al 31 dicembre 2024.
La parte più consistente del patrimonio (143,5 miliardi di €) è costituita dalle attività reali (quelli che potremmo definire “beni materiali”), le quali rappresentano circa i due terzi del totale. Scomponendo ulteriormente questo dato, 101,3 miliardi sono attribuibili alle abitazioni e 42,2 miliardi a edifici non-residenziali, terreni e altre tipologie di questo tipo di beni.
La seconda componente del patrimonio, formata dalle attività finanziarie, è stimata in totale a 83,9 miliardi di €. La maggior parte di questa ricchezza è costituita da titoli, azioni, partecipazioni e fondi di investimento (47,6 miliardi), mentre 22,8 miliardi sono costituiti da contanti, depositi bancari e risparmio postale. Altri tipi di beni finanziari, come per esempio assicurazioni e riserve previdenziali, rappresentano 13,4 miliardi.
Allo stesso tempo, però, gli altoatesini sono anche indebitati per un totale di 14,5 miliardi di €. I prestiti totali ammontano a 11,0 miliardi e le altre passività finanziarie a 3,6 miliardi.
Cosa significa “pro capite”?
Rapportando i dati alla popolazione altoatesina, si ottiene un patrimonio netto complessivo di 395.100 € pro capite. Tale dato è composto da attività reali per un valore di 266.400 € pro capite e da attività finanziarie per 155.700 €pro capite, mentre il debito rapportato al numero di altoatesini risulta pari a 27.000 €.
Sia rispetto alla vicina provincia di Trento che alla media nazionale, l’Alto Adige si distingue per valori decisamente più alti. Per quanto riguarda il patrimonio netto complessivo pro capite, l’Alto Adige (395.100 €) presenta un valore quasi doppio rispetto alla media nazionale (199.000 €) e supera di poco meno del 30% quello di Trento (305.800 €).
A generare gran parte di questo divario sono le attività reali: in questo caso l’Alto Adige si distingue nettamente dalla media nazionale con un valore più che doppio (266.400 € contro 114.700 €), mentre Trento supera il valore italiano del 76% (202.000 €). Per quanto riguarda la ricchezza finanziaria, l’Alto Adige (155.700 €) supera il valore nazionale (102.000 €) del 52%, mentre Trento (124.800 €) lo supera del 25%. Gli altoatesini hanno un debito medio di 27.000 €, il 53% in più rispetto alla media italiana (17.700 €), mentre i trentini con 21.100 € superano tale valore nazionale di circa il 28%.
Quali voci pesano di più sulla ricchezza netta?
Come già accennato, il principale fattore alla base della ricchezza netta altoatesina è il patrimonio abitativo, pari a 101,3 miliardi di €. Seguono, a notevole distanza, i titoli azionari, le partecipazioni, le quote di fondi comuni e i prestiti alle cooperative, che insieme valgono 47,6 miliardi, e le altre attività reali (ovvero fabbricati non residenziali, terreni, impianti, macchinari e altro capitale fisso) per una somma pari a 42,2 miliardi.
Il peso del mattone emerge in modo ancora più netto se si guarda alla dinamica tra il 2023 e 2024: in un solo anno il patrimonio abitativo in Alto Adige è cresciuto di 10,2 miliardi di €, pari all’11,2%, il rialzo più marcato registrato da qualsiasi voce nel periodo. Poiché nello stesso periodo la ricchezza netta complessiva è aumentata di 12,7 miliardi, ne consegue che circa l’80% dell’intera crescita patrimoniale altoatesina è riconducibile alla componente abitativa.
Il benessere è solo un’illusione data dalla media?
Cambiamo fonte: Dall’indagine sulle spese delle famiglie dell’ISTAT, riferita al 2024, risulta che la spesa delle famiglie nella regione Trentino-Alto Adige era del 30% superiore a quella nazionale. Per la provincia di Bolzano però la spesa è distribuita tra le famiglie in modo più disuguale rispetto a come lo è a livello italiano e per la provincia di Trento. Il rapporto tra i livelli medi di spesa del 20% più alto e del 20% più basso della distribuzione risulta più elevato in Alto Adige (6,7) che a Trento (4,5) e a livello nazionale (4,9). A segnalare questa anomalia è la stessa Banca d’Italia nel suo ultimo rapporto sulle economie regionali, pubblicato a giugno 2026.
Inoltre, dall’ultimo Barometro IPL emerge che il 44% dei lavoratori altoatesini teme di non riuscire a risparmiare denaro nei prossimi 12 mesi, mentre il 25% fa difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio. Un quadro che conferma quanto sia azzardato fermarsi al dato medio: per capire davvero come si distribuiscono questi valori record occorre scomporli e analizzarli lungo la distribuzione della popolazione.
Situazione precaria dei dati relativi alla distribuzione del reddito e della ricchezza in Alto Adige
Gli ultimi dati affidabili dell’Istituto provinciale di statistica ASTAT sulla distribuzione del reddito delle famiglie risalgono al 2018, mentre sono completamente assenti analisi che prendano in considerazione la distribuzione della ricchezza. “Sarebbe importante avere un quadro aggiornato della situazione anche in vista degli sforzi di riforma degli aiuti sociali altoatesini, oltre che come base di conoscenza per la Rete contro la povertà in Alto Adige”, osserva il Direttore IPL Stefan Perini.